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Biografia

— Biografia

ALESSANDRO FERRARI (Catania, 31 ottobre 1970), attore, autore e regista italiano - originario di Novara per parte di padre. Si forma attorialmente in giovanissima età con un profondo studio dello stile di recitazione di Bela Lugosi, il mitico e tenebroso attore hollywoodiano di origini ungheresi, naturalizzato statunitense, che, nel lontano 1931, si trasformò sul grande schermo per la prima volta nel vampiro più famoso di tutti i tempi: Dracula (ruolo che rese immortale la sua carriera, testimoniata dalla prestigiosa stella assegnatagli nella “Hollywood Walk of Fame”).

Questo insolito legame ideale, pur rinsaldatosi nel corso degli anni a così tanta distanza “spazio-temporale” col suo antico modello attoriale di riferimento, ha fatto ottenere in seguito (nel 2019) ad ALESSANDRO FERRARI la stima e la considerazione da parte dei discendenti del grande attore: il figlio di Lugosi, Bela Lugosi Jr., e la nipote, Lynne Lugosi Sparks, rispettivamente a capo della “Lugosi Enterprises”, l’impresa di famiglia con sede a Los Angeles in California (USA) che attualmente detiene i diritti d’immagine - il brand - del divo e che si occupa di tramandare la sua memoria con iniziative culturali e commerciali in tutto il mondo.

Stima e considerazione attestate dalle seguenti parole: “Caro Alessandro, stai davvero aiutando la famiglia Lugosi a estendere l’eredità di Bela Lugosi alle prossime generazioni! Noi apprezziamo il tuo profondo studio dello stile di recitazione di Bela Lugosi.” (Lynne Lugosi Sparks, nipote di Bela Lugosi, CEO di “Lugosi Enterprises”, Los Angeles, California – USA).

Nel 1993 consegue la Laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Catania - Facoltà di Lettere e Filosofia - con una tesi in Storia dello Spettacolo su “L’Horror-Film Americano degli Anni Trenta: Origini e Mitologie” (Dalla scuola dell’espressionismo tedesco agli interpreti leggendari del genere: Lon Chaney Sr., Bela Lugosi, Boris Karloff, Lon Chaney Jr.). Un’apologia della letteratura fantastica e dell’immaginario nel cinema dei pionieri e uno studio approfondito sull’antropologia culturale di personaggi bizzarri e di artisti fuori dell’ordinario.

Sul palcoscenico, ALESSANDRO FERRARI ha ricoperto da acclamato protagonista in spettacoli di successo i ruoli di Dracula, Peer Gynt, Don Chisciotte, Tieste, Dante Alighieri, Edgar Allan Poe, Jacques il fatalista, Antonin Artaud, Guerrin Meschino, Louis-Ferdinand Céline, Giufà, Ebenezer Scrooge, etc., spaziando con brillante disinvoltura e spiccata versatilità dalla tragedia alla commedia, dalla fiaba musicale all’operetta, dal teatro di strada a quello di narrazione (cimentandosi sia nel repertorio classico: Eschilo, Sofocle, Plauto, Seneca, Ariosto, Shakespeare, Goldoni; sia nel repertorio moderno: Ibsen, Brecht, Ionesco, Weiss, Kundera, Dorfman, Schmitt), esibendosi in eventi e iniziative di carattere nazionale e di alto rilievo culturale e artistico, e lavorando in centri di produzione teatrale, in teatri di rilevante interesse culturale e in compagnie private: Teatro Stabile di Catania, Istituto Nazionale del Dramma Antico, Teatro Massimo Vincenzo Bellini, etc.

Dal 1998 al 2004 è stato attore al Piccolo Teatro di Catania.

Fra i diversi registi teatrali e cinematografici con cui ha collaborato, figurano: Pupi Avati, Franco Battiato, Liliana Cavani, Daniele Ciprì, Stefano Incerti, Franco Maresco, Enzo Moscato, Franco Però, Joe Wright, etc. ALESSANDRO FERRARI ha intrapreso un personalissimo percorso nella nuova drammaturgia; attore-autore di un teatro contemporaneo paradossalmente “inattuale”; anacronistico - perché poeticamente in contrasto con le caratteristiche deteriori del proprio tempo – e anche antimoderno (un moderno non inebetito e reso inane dalla modernità); il frutto del “magico” lavorio di un artista anticonformista, indipendente e mai “allineato”… Il suo è un dettato tragico, grottesco, rituale e iconoclasta, dalla forte componente metafisica, anelante un contatto inusitato con il Sacro.

Un’alternativa sia al teatro borghese di rappresentazione, sia al cosiddetto teatro di denuncia sociale: un invito a ripensare la metodologia teatrale in funzione di nuovi interessi e di un pubblico che va sollecitato e sorpreso con visioni “altre” e spiazzanti.

“Si può comunicare con le incomprensibili masse solo attraverso l’incomprensibile, […] si può essere in regola col proprio tempo solo se si sconta fino in fondo la ribellione del proprio essere inattuali, se si è disposti davvero a pagar di persona il tentativo disperato di fondare una dialettica della differenza.” Carmelo Bene (da “l’Unità”, 1 maggio 1980)

“E infine, che opere d’arte sarebbero quelle che non fossero riuscite a mettere l’artista contro il suo tempo e contro la sua stessa storia? E che artista è colui che parla al mondo o si consegna alla storia non provenendo da un suo – magari disperato ma non velleitario – altrove?” (P. Giacchè, Carmelo Bene. Antropologia di una macchina attoriale, Bompiani, Milano, 1997, p. 91)

“Ma l’attore, quando è grande, è scrittore.” Carmelo Bene

Fondatore dell’Associazione Culturale “IL TEATRO FANTASMA” (Codice ATECO: 90.01.01 – Attività nel campo della recitazione, rappresentazioni di spettacoli teatrali dal vivo, attività di artisti individuali quali attori), ALESSANDRO FERRARI ha scritto, diretto e interpretato i seguenti drammi che hanno ottenuto il plauso e i pregevoli contributi critici di numerose testate giornalistiche e di importanti personalità intellettuali italiane e straniere:

J’ACCUSE! - Céline Danse Macab(a)re(t) (I edizione), Catania, Teatro Club, 2003 (Una furibonda invettiva alla maniera di Louis-Ferdinand Céline contro la modernità degenere - figliata dalle perniciose ideologie del XX secolo. Un grido di rivolta in opposizione alla “consunta” società dei consumi. La rappresentazione straniante di una danza macabra adeguata ai tempi; un atto d’accusa impietoso e dissacrante versus gli spaventosi limiti della natura umana);

THYESTES SPLATTER SUITE (I edizione), Giardini Naxos (ME), Teatro Comunale “Rosina Anselmi”, 2007 (Il mito cannibalico del Tieste replicato all’infinito in un sanguinolento teatro degli inferi: un orizzonte cosmico privo di appigli e punti di riferimento – una metafora della waste land contemporanea. Una delle testimonianze teatrali contemporanee più “antropologicamente” (e spettacolarmente) radicali mai celebrate sulla scena. Una pièce dedicata al fondatore del “teatro della crudeltà”, Antonin Artaud, il cui progetto di rappresentare il Tieste col titolo “Il supplizio di Tantalo”, non potè mai realizzarsi);

IL FARO – Le ultime parole “poco” famose di Edgar Allan Poe (I edizione), Pisa, Gipsoteca di Arte Antica del Sistema Museale d’Ateneo, Università degli Studi di Pisa, 2013 (Dal frammento di un racconto postumo di Poe, “The Lighthouse”, un parallelo – assolutamente inedito – tra questo e la cronaca fedele delle ultime disperate ore di vita del visionario poeta, agonizzante in un letto di contenzione nella torretta-prigione dell’ospedale di Baltimora, riservata ai malati gravi. Un resoconto originale sulla misteriosa morte del poeta bostoniano);

I AM DRACULA! (IO SONO DRACULA!) – Fenomenologia-Freak di Bela Lugosi il Primo ‘Vamp-Attore’. Momento N. 1: “Dracula Solo” (I edizione), Corte del Museo Civico del Castello Ursino, Catania, 2022 (Una versione inaudita di un Dracula da solo. La riscrittura del mito del famigerato conte vampiro in epoca postmoderna con la reincarnazione di Bela Lugosi, il primo ‘vamp-attore’. Dracula, da vampiro (poeta) maledetto svuotato di senso e condannato irrimediabilmente alla vita eterna in solitudine, cercando invano la liberazione, vorrebbe sfumarsi, o meglio, “polverizzarsi”, nella propria tragicomica (non) morte volontaria per “auto-impalettamento”, non essendoci più nessun Van Helsing vivente a perseguitarlo…).

 Nel cinema, ALESSANDRO FERRARI ha recitato nei film dei registi:
Pupi Avati in “Il papà di Giovanna”, Duea Film, Medusa Film, 2008, Italia;
Stefano Incerti in “L’uomo di Vetro”, Rai Cinema, Red Film, 2007, Italia;
Joe Wright in “Cyrano”, Metro-Goldwyn-Mayer, Bron Creative, Working Title Films, 2021, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Canada, Italia.

È stato coautore assieme al regista cinematografico e direttore della fotografia Daniele Ciprì di "L’isola dei morti viventi" (Un film d’inchiesta non convenzionale sui luoghi occulti presenti in Sicilia), un progetto preliminare per un lungometraggio presentato alla Sicilia Film Commission, Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo, Bando 2008/2009, Palermo.

È stato consulente per la sceneggiatura del film in lavorazione di Franco Maresco “Un film fatto per Bene”, Lucky Red, Dugong Films, 2024, Italia.

Nel 2005 gli è stato assegnato a Biarritz, in Francia, il “Premio come Migliore Attore” - tra gli oltre duecento film in concorso - al “Biarritz International Film Festival” per la sua interpretazione nel cortometraggio su pellicola “MATABAT” di D. N. Consoli, liberamente ispirato al racconto “Il sistema del dottor Catrame e del professor Piuma” di Edgar Allan Poe, Zelig Film, Danc Film, 2003, Italia. La pellicola ha vinto anche il “Premio come Migliore Cortometraggio” nei rispettivi festival: “Festival Internazionale del Cinema di Frontiera”, Marzamemi (SR), 2004; “Palermo Film Festival”, Palermo, 2004; “Cortosiracusano”, Siracusa, 2004.

È stato attore e coautore del soggetto cinematografico nel lungometraggio “La verità sul caso del signor CiprìeMaresco” (“processo” ai registi palermitani Daniele Ciprì e Franco Maresco) di D. N. Consoli, Zelig Film, Danc Film, 2006, Italia.

Studioso di antropologia teatrale e ricercatore delle origini “teurgiche” dell’istrione-mago nei misteri drammatici, nello sciamanismo estatico, nelle cerimonie iniziatiche e nelle sacre rappresentazioni medievali, in particolare nella “danza macabra”, presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Catania, ALESSANDRO FERRARI ha tenuto come docente per un triennio, dall’anno accademico 2005/2006 all’anno accademico 2007/2008, i “MEDIALAB”, laboratori didattici integrativi atti al rilascio di crediti formativi universitari rivolti agli studenti:

“Il gotico e l’horror: letteratura, cinema e teatro” (I motivi propri del genere, gli autori, i testi, le pellicole classiche e le tecniche inerenti ai passaggi dal testo letterario alla messa in scena teatrale ed alla trasposizione cinematografica: “Il gabinetto del Dottor Caligari”, “Il Golem”, “Nosferatu”, “Il Fantasma dell’Opera”, “Dracula”, “Frankenstein”, “Il Dottor Jekyll e Mister Hyde”, “La Mummia”, “Freaks”, “L’Uomo Invisibile”, “L’Uomo Lupo”, “King Kong”);

“Recital(e)s of Horror. Il Teatro di Narrazione del Sovrannaturale I - II” (Un’originale propedeutica attoriale ricavata dalla narrativa gotica; la pratica di una narrazione “fabulatoria” di assoluta atmosfera nella rielaborazione scenica di brani tratti da: A. Bierce, H. H. Ewers, E. T. A. Hoffmann, M. G. Lewis, H. P. Lovecraft, G. de Maupassant, G. Meyrink, E. A. Poe, M. Shelley, R. L. Stevenson, B. Stoker, H. Walpole).

Da “sperimentatore verbale”, in alcune sue incursioni nel mondo televisivo del cabaret, ALESSANDRO FERRARI ha portato sulle scene un personaggio fuori dagli schemi, una sorta di alter ego mutuato dal proprio credo estetico e suggerito dai suoi lavori drammaturgici precedenti: “IL KABARETTO DEL DOTTOR FERRARI”, uno scienziato pazzo, un mad doctor “scongelato” dai vecchi film dell’orrore espressionisti, urlante strali contro la detestabile stirpe umanoide, responsabile di ogni nefandezza terrena. Un “mostro” ferocemente sarcastico dallo humour noir sempreverde (come la bile!), che si richiama idealmente all’ironia graffiante e corrosiva del Kabarett berlinese impegnato.
Nel 2017, l’opinionista e blogger Selvaggia Lucarelli, dopo aver assistito a una sua esibizione di “anticomicità di retroguardia”, ha definito la sua performance come assolutamente nuova e originale, “Una cosa mai vista prima!”; e ha accostato il nome di A. Bergonzoni al suo per il lavoro piuttosto singolare sulla dimensione essenzialmente fonetica (e velatamente arcana) della parola.

Idem per un’altra sua analoga esibizione, al termine della quale il regista del celeberrimo programma televisivo degli anni settanta della Rai “SuperGulp! Fumetti in TV”, Guido De Maria, lo ha appellato come “Straordinario!”; nell’occasione, ha appreso personalmente dalle parole di Alessandro Ferrari della importante funzione ludica e pedagogica che avevano avuto nella sua infanzia gli albi a fumetti, letti e “interpretati” servendosi dei “balloons” (le nuvolette con il testo, appunto), in relazione alla recitazione e al teatro.

Come docente di recitazione e di pedagogia teatrale, ha condotto da esperto responsabile, supervisore e coordinatore di progetti didattici, laboratori di regia e di drammatizzazione e seminari di training attoriale presso scuole ed istituti statali di ogni ordine e grado: scuole primarie e scuole secondarie di primo e di secondo grado, istituti superiori, licei, università.

È stato Direttore artistico della Rassegna teatrale “Controcorrente” (Le Intelligenze Scomode del Novecento: R. Brasillach, C. Bukowski, W. Burroughs, L.- F. Céline, P. Drieu La Rochelle, J. Evola, A. Ginsberg, E. Jünger, J. Kerouac, F. T. Marinetti, C. Michelstaedter, Y. Mishima, F. W. Nietzsche, A. Palazzeschi, G. Papini, E. Pound, G. Prezzolini, S. Slataper, A. Soffici, M. Stirner), Reggio Calabria, Teatro Politeama “Siracusa”, 2007.

Nel 2015 ha pubblicato il racconto poliziesco “Le stimmate dell’anticristo” (noir esoterico ambientato a Cefalù con il famigerato stregone inglese Aleister Crowley come protagonista), compreso nell’antologia di gialli “Sbirri di regime – Crimini nel ventennio”, a cura di G. de Turris, Edizioni Bietti, Milano.

È stato organizzatore della Giornata di Studio “L’attualità dell’antimodernità. Da Céline alle espressioni artistico-letterarie contemporanee”, Catania, Auditorium “G. De Carlo”, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Università degli Studi di Catania, 2006.

Cultore di studi tradizionali, ha in cantiere un docufilm sul pensatore antimoderno Julius Evola.

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