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Peer Gynt di H. Ibsen

G. Montemagno, Le bugie di Peer – Peer Gynt, di Henrik Ibsen, “Hystrio”, anno XV – n. 3 – 2002, pp. 97-98: “La vicenda si dipana come uno splendido viaggio nell’animo di Peer, che trova nell’instancabile Alessandro Ferrari un interprete dalla mirabile, commovente fluidità, sensibile ai rapidi mutamenti di temperie.”

M. La Spina, Catania / “Peer Gynt”, “Gazzetta del Sud”, 29/03/2002, p. 26: “E non si possono dimenticare, tra i tanti, almeno Alessandro Ferrari, instancabile nel dare vita al ruolo del titolo.”

M. Giordano, Il viaggio di “Peer Gynt” alla ricerca di se stesso, “Il Botteghino”, anno I – n. 5 - 30 marzo - 5 aprile 2002: “Concentratissimo ed efficace Alessandro Ferrari, nei panni di Peer Gynt.”

N. Pappalardo, Troppa filosofia a scapito del fantastico nel “Peer Gynt” catanese, “Giornale di Sicilia”, 24/03/2002, p. 54: “Ottima prestazione dell’intero cast, con il lucido Alessandro Ferrari nel ruolo del titolo.”

M. Giordano, “Auspico la rinascita del grande attore” – Intervista ad Alessandro Ferrari, protagonista di “Peer Gynt” al “Piccolo” di Catania, “Il Botteghino”, anno I – n. 4 - 23 marzo - 29 marzo 2002: “Abbiamo posto ad Alessandro Ferrari qualche domanda per conoscere meglio il suo percorso culturale ed i suoi obiettivi. […] Cos’è per lei l’attore? “L’attore è qualcosa che deve essere superato: l’ipotesi della sua sublimità risiede unicamente nelle infinite potenzialità abortite che si estenuano in una volontà di (im)potenza. Di questi tempi la sua mansione prediletta sembra essere quella di esecutore testamentario, quando nei teatri italiani si celebrano anonimi funerali. La tirannia delle plebi impone l’oscena esposizione dei propri imbonitori televisivi, sconsacrando i luoghi deputati all’arte. Auspico per l’avvenire la rinascita del grande attore, del sacerdote che officia il rito sempiterno di una parola che si fa Verbo, tramite di una realtà sovrasensibile in una collettività di individui. […] Fra i pochi – gli unici che abbiano saputo rivestire la dignità metafisica del Poeta […] il compianto Carmelo Bene […] autore di un teatro impossibile”. […]. Quali sono i progetti futuri di Alessandro Ferrari? “Ho sempre considerato il mio percorso attoriale come ponte, e non come meta, verso un superamento dei ristretti confini consentiti alle comuni capacità dozzinali dei tanti commedianti a cottimo. L’autorialità è una via d’accesso consentita a pochi privilegiati per operare quella distinzione fondamentale che deve sussistere fra gli assoluti creatori, gli onesti esecutori e i semplici fruitori di un’opera d’arte”.”

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